Filari di vigneto in Maremma in autunno, con le foglie ingiallite e la nebbia del mattino in fondo
Vigneto a novembre Roselle — foto: Patafisik · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Per molto tempo la Maremma è stata considerata una terra di pascoli più che di vigne. Oggi è una delle zone vinicole più vivaci della Toscana, con vini che raccontano due paesaggi diversi: le colline assolate e ventilate attorno a Scansano, dove regna il Sangiovese, e l'altopiano di tufo vulcanico di Pitigliano, Sorano e Sovana, dove il vino si conserva da secoli in cantine scavate nella roccia. Saturnia sta proprio nel mezzo, e questo la rende un punto di partenza ideale per conoscere entrambi.

Morellino di Scansano DOCG

È il rosso più celebre della zona. Il nome morellino è quello con cui in Maremma si indica il Sangiovese, il vitigno che costituisce la gran parte dell'uvaggio, eventualmente completato da altre varietà a bacca rossa ammesse dal disciplinare. Le vigne si estendono sulle colline attorno a Scansano e nei comuni vicini, in un clima più caldo e asciutto rispetto al Chianti, con la brezza del mare che arriva fino all'entroterra. Il risultato è un vino dal frutto rosso maturo, morbido e succoso nella versione d'annata, più strutturato e complesso nella Riserva, che matura più a lungo prima di essere messa in commercio. A partire dalla vendemmia 2007 il Morellino si fregia della DOCG, la denominazione più alta del sistema italiano.

Bianco di Pitigliano DOC

Pochi lo sanno, ma il Bianco di Pitigliano è una delle denominazioni più antiche d'Italia: ottenne la DOC nel 1966, tra le primissime riconosciute nel Paese. La base è il Trebbiano toscano, chiamato localmente procanico, a cui possono aggiungersi altre uve bianche della zona. L'area di produzione comprende i territori di Pitigliano e Sorano e parte di quelli di Manciano e Scansano. È un bianco fresco, sapido, di buona beva, perfetto con l'acquacotta, con le verdure e con i formaggi freschi di pecora. I suoli vulcanici gli regalano spesso una nota minerale che lo distingue dai bianchi di altre zone toscane.

Sovana DOC e Maremma Toscana DOC

Nella stessa area del tufo nasce la Sovana DOC, dedicata soprattutto ai rossi e ai rosati: accanto al Sangiovese vi si incontrano il Ciliegiolo, vitigno di antica tradizione locale, e l'Aleatico, da cui si ottengono anche vini dolci da uve appassite. La Maremma Toscana DOC, invece, abbraccia l'intera provincia di Grosseto ed è la denominazione più ampia e versatile: comprende rossi, bianchi e rosati, con un ruolo crescente per il Vermentino tra i bianchi e il Ciliegiolo tra i rossi. Assaggiare questi vini uno accanto all'altro è il modo migliore per capire quanto cambi il carattere di un'uva spostandosi di pochi chilometri, dalle argille della collina ai suoli vulcanici.

Le cantine scavate nel tufo

A Pitigliano, Sorano e Sovana il sottosuolo è un secondo paese. Il tufo, roccia vulcanica tenera e facile da lavorare, è stato scavato per secoli per ricavarne cantine, magazzini e ambienti di servizio, che ancora oggi mantengono una temperatura fresca e costante anche nelle estati più calde: condizioni ideali per conservare il vino. Camminando nei centri storici vedrete porte basse che si aprono direttamente nella roccia. Il momento migliore per scoprirle è Settembre diVino, la festa delle cantine che a Pitigliano si svolge ogni anno nei primi giorni di settembre, quando le cantine del centro storico aprono al pubblico con vino, cucina tipica e musica. Sempre a settembre, gli ultimi fine settimana del mese, Scansano celebra la vendemmia con la storica Festa dell'Uva. Per date e programmi verificate sui canali ufficiali dei comuni e degli organizzatori.

Organizzare un tour delle cantine

Molte aziende vinicole della zona accolgono i visitatori per una passeggiata tra le vigne, la visita alla cantina e una degustazione guidata, quasi sempre su prenotazione. Qualche consiglio pratico: concentrate le visite in una sola area per giornata, il tufo da una parte e le colline di Scansano dall'altra, così da ridurre gli spostamenti; prevedete due o al massimo tre cantine, perché le visite fatte bene richiedono tempo; e designate un guidatore, o valutate un servizio di trasporto. Il periodo più suggestivo è la vendemmia, tra settembre e ottobre, ma la primavera regala vigne verdi e giornate tiepide, ideali anche per pedalare tra i filari. Orari, modalità di visita e prenotazioni vanno sempre verificati direttamente con le aziende.

Dopo la degustazione, la cena è sotto il patio

Tornate dalle cantine a Villa Il Turchetto: il patio con la zona pranzo all'aperto e il barbecue sono pronti ad accompagnare le bottiglie scelte durante il giorno. I proprietari possono anche organizzare biciclette per esplorare le colline in autonomia o con ciclisti professionisti.