Quando l'estate volge al termine e le prime brezze di settembre scendono dal Monte Amiata, a Castel del Piano sale la febbre del palio. Ogni anno, l'8 settembre, il paese corre il suo Palio delle Contrade, in onore della Madonna delle Grazie: una sfida a cavallo che unisce devozione, storia e un'appartenenza di contrada vissuta con passione autentica.
Castel del Piano, porta dell'Amiata
Castel del Piano si trova sulle pendici grossetane del Monte Amiata, in un territorio di boschi, castagneti, oliveti e vigneti. Il centro storico conserva l'impronta del borgo antico, con vicoli, palazzi e chiese, mentre la vita del paese si raccoglie intorno a Piazza Garibaldi, conosciuta anche come le Storte: è qui, in questo spazio dalla caratteristica forma a conchiglia, che si corre il palio.
Dall'area di Saturnia si arriva con una gita in auto verso nord, risalendo dalle colline della Maremma fino ai versanti boscosi della montagna.
Una leggenda del Quattrocento
La tradizione lega il palio alla Madonna delle Grazie. Secondo il racconto tramandato in paese, nel 1430 alcuni soldati di Castel del Piano che combattevano nell'esercito senese trovarono un'immagine della Vergine che, miracolosamente, li avrebbe avvertiti di un imminente attacco nemico. Da quel momento la comunità decise di onorarla ogni 8 settembre con delle corse.
Nel corso dei secoli si correva con cavalli o asini, e i documenti testimoniano corse "alla tonda" nella piazza delle Storte già nel Seicento. Nel Settecento la deputazione della Madonna delle Grazie stabilì di istituire un vero e proprio palio da contendersi con una corsa di cavalli: da allora la tradizione si è consolidata fino ai giorni nostri.
Le quattro contrade
A contendersi il palio sono le quattro contrade del paese: Borgo, Monumento, Poggio e Storte. Ognuna ha i suoi colori, i suoi simboli, la sua sede e la sua storia, e i contradaioli vivono l'intero anno in funzione di questo appuntamento, fra cene, preparativi e attese.
Il premio è il drappellone, un drappo dipinto che cambia di anno in anno e che spesso raffigura la Madonna delle Grazie insieme ai simboli del paese e delle contrade. La sua presentazione è già un momento atteso della vigilia.
I giorni del palio
La festa non si esaurisce in un solo giorno. Nei giorni che precedono la corsa, dopo le visite veterinarie, si disputano le batterie di selezione che servono a scegliere i cavalli ammessi al palio. Il giorno della festa la corsa è preceduta da un grande corteo storico, una rappresentazione allegorica in costume che rievoca episodi della storia del paese, con figuranti in abiti d'epoca che attraversano le vie fino alla piazza.
Poi arriva il momento della corsa: i cavalli sono montati a pelo, cioè senza sella, e girano lungo il tracciato di Piazza Garibaldi sotto gli occhi di una folla che trattiene il fiato. Pochi minuti in cui si decide un anno intero di attese, prima che la contrada vincitrice esploda di gioia e porti in trionfo il drappellone.
Consigli per assistere al palio
Se volete vivere il Palio delle Contrade, ecco qualche suggerimento:
- arrivate a Castel del Piano con largo anticipo, perché il giorno della corsa il paese si riempie di pubblico;
- informatevi in anticipo sulle modalità di accesso alla piazza e sui posti disponibili;
- assistete anche al corteo storico, che è parte integrante della festa e merita la stessa attenzione della corsa;
- fermatevi la sera per respirare l'atmosfera delle contrade, che festeggiano nelle loro sedi e per le vie del paese.
Programma, orari e modalità di partecipazione possono variare da un'edizione all'altra: verificate sempre sui canali ufficiali del Palio di Castel del Piano e del Comune prima di partire.
Settembre, del resto, è un mese ideale per scoprire questa parte di Toscana: le giornate sono ancora lunghe e luminose, il caldo dell'estate si attenua e la campagna si prepara alla vendemmia. Un pomeriggio di palio sull'Amiata diventa così il pretesto perfetto per conoscere un volto della Maremma meno noto, ma profondamente legato alle sue tradizioni.
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