C'è un momento dell'anno in cui la Maremma interna cambia volto. Le giornate si accorciano, le colline intorno a Saturnia si fanno più morbide e, poco più a nord, i boschi del Monte Amiata si accendono di rosso, giallo e ruggine. È la stagione della castagna, e i borghi della montagna la celebrano con feste che sono insieme sagra, rievocazione e occasione per ritrovarsi intorno al fuoco.
La castagna, il pane della montagna
Per secoli, sull'Amiata, la castagna è stata molto più di un frutto: era il "pane dei poveri", la riserva che permetteva alle famiglie di superare l'inverno. Dai castagneti si ricavavano farina, legname e sostentamento, e intorno alla raccolta si organizzava la vita di intere comunità. Ancora oggi i castagneti secolari sono parte integrante del paesaggio e dell'identità della montagna.
La qualità di questo prodotto è riconosciuta dalla Castagna del Monte Amiata IGP, il marchio di Indicazione Geografica Protetta che tutela il frutto coltivato su queste pendici. Nelle feste d'autunno la ritroverete in ogni forma: caldarroste fumanti, polenta di castagne, dolci a base di farina di castagne e altre ricette della tradizione contadina.
Castagna in Festa ad Arcidosso
Ad Arcidosso, sul versante grossetano della montagna, l'autunno si celebra con la Castagna in Festa, che di norma occupa alcuni fine settimana di ottobre. Il borgo medievale si anima e apre al pubblico le sue cantine, molte delle quali ricavate nella roccia: diventano luoghi di degustazione dove si assaggiano piatti tipici della zona, molti dei quali a base di castagne, accompagnati dal vino del territorio.
Il programma di solito intreccia sapori e tradizione: musica dal vivo, spettacoli, mercatini e momenti di rievocazione storica, con le vie del paese che si riempiono di visitatori e di profumo di caldarroste. È il modo ideale per scoprire Arcidosso nel suo momento più vivace.
Il Crastatone di Piancastagnaio
Sul versante senese dell'Amiata, Piancastagnaio porta la castagna perfino nel nome. Qui, dal 1967, si svolge il Crastatone, considerata la più antica festa della castagna della montagna. Si tiene ogni anno a cavallo fra la fine di ottobre e l'inizio di novembre, nei giorni di Ognissanti, e celebra la conclusione della raccolta.
Il nome deriva dal termine dialettale legato all'incisione delle castagne: prima di essere arrostite vanno infatti "castrate", cioè tagliate, perché non scoppino sul fuoco. Durante la festa le quattro contrade del borgo medievale aprono le loro cantine e le loro sedi, dove si gustano caldarroste, piatti a base di farina di castagne, vin brulè e dolci tipici, mentre spettacoli itineranti animano le piazze del centro storico.
Consigli per una giornata d'autunno sull'Amiata
Dall'area di Saturnia la montagna si raggiunge con una gita in auto risalendo verso nord, attraverso un paesaggio che cambia progressivamente dalle colline coltivate ai boschi. Ecco qualche suggerimento per organizzarvi:
- partite in tarda mattinata e dedicate le ore di luce a una passeggiata nei castagneti o nei borghi;
- portate abiti caldi e scarpe comode: in quota le temperature scendono rapidamente al tramonto;
- nei fine settimana di festa i parcheggi si riempiono presto, quindi conviene arrivare con anticipo;
- approfittate delle cantine per assaggiare i piatti della tradizione amiatina, senza fretta.
Le date, i programmi e le modalità di partecipazione cambiano di anno in anno: verificate sempre sui canali ufficiali dei Comuni di Arcidosso e Piancastagnaio e degli organizzatori prima di mettervi in viaggio.
L'autunno, una stagione da scoprire
Molti associano la Maremma all'estate, al mare e alle acque termali. Ma l'autunno è forse la stagione in cui questo territorio si mostra più autentico: le giornate sono limpide, i borghi tornano ai loro ritmi e la cucina si fa più ricca e avvolgente. Le feste della castagna sono l'occasione perfetta per scoprirlo, alternando una giornata in montagna a momenti di quiete fra le colline di Saturnia.
Se avete tempo, potete anche costruire un piccolo itinerario autunnale: un giorno dedicato a un borgo dell'Amiata e alla sua festa, un altro a una passeggiata fra i paesi del tufo o fra i vicoli di Saturnia e Montemerano, che dista circa 6 km dalla villa. Così la castagna diventa il filo conduttore di un viaggio lento, fatto di sapori, colori e tradizioni ancora vive.
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