Una via cava etrusca scavata nel tufo con alte pareti di roccia coperte di vegetazione
Sovana - Parco archeologico Città del Tufo - Via Cava di San Sebastiano - 2024-09-04 14-08-47 001 — foto: Albarubescens · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Fra le colline della Maremma interna, dove i corsi d'acqua hanno inciso profonde gole nella roccia vulcanica, si trova uno degli angoli più misteriosi della Toscana. Sovana e Sorano, insieme a Pitigliano, formano l'Area del Tufo: un territorio in cui gli Etruschi hanno lasciato tombe monumentali e strade scavate nella pietra, e in cui il Medioevo ha costruito borghi arroccati e fortezze. Si può visitare tutto in una giornata ben organizzata, ma chi ama camminare troverà molti motivi per tornare.

Sovana, un borgo in miniatura

Sovana è piccolissima: in pratica una sola strada principale che corre fra la Rocca Aldobrandesca e il Duomo, fiancheggiata da edifici in tufo. Eppure fu un centro importante, sede vescovile e roccaforte degli Aldobrandeschi. Secondo la tradizione qui nacque Ildebrando, che sarebbe diventato papa Gregorio VII. Da non perdere la piazza del Pretorio, la chiesa di Santa Maria con il suo ciborio altomedievale e il Duomo romanico dei Santi Pietro e Paolo, in fondo al paese, uno degli edifici sacri più affascinanti della zona.

La necropoli e la Tomba Ildebranda

Poco fuori dal borgo si estende la necropoli etrusca di Sovana, oggi parte di un parco archeologico. Il monumento simbolo è la Tomba Ildebranda, scoperta nel 1924 e databile fra il III e il II secolo a.C.: una tomba scolpita direttamente nella parete di tufo a imitazione di un tempio, con un alto basamento, scalinate laterali e i resti di colonne decorate. Il nome è un omaggio proprio a Ildebrando di Sovana. È considerata uno dei monumenti più importanti dell'intera Etruria.

Nell'area archeologica si incontrano altre tombe di grande interesse, come la Tomba dei Demoni Alati e la Tomba della Sirena, immerse in un bosco ombroso che rende la visita piacevole anche nelle giornate più calde.

La Via Cava di San Sebastiano

Le Vie Cave sono il grande enigma di questo territorio: strade scavate dagli Etruschi nel tufo, strette e profonde, con pareti che in alcuni punti superano i venti metri d'altezza. Collegavano i centri abitati alle necropoli e alla campagna, ma la loro funzione precisa è ancora discussa: vie di comunicazione, percorsi sacri, canali di drenaggio, forse tutto questo insieme. Camminarci dentro, fra pareti coperte di muschio e felci e la luce che filtra dall'alto, è un'esperienza quasi irreale.

A Sovana la più celebre è la Via Cava di San Sebastiano, che prende il nome da una piccola chiesa vicina e sale verso il pianoro, con pareti altissime e un oratorio rupestre lungo il percorso. Nei dintorni di Pitigliano e Sorano se ne trovano molte altre, diverse delle quali percorribili come itinerari escursionistici.

Sorano, la Matera di Toscana

A breve distanza da Sovana, Sorano si aggrappa a una rupe sopra la valle del fiume Lente, con le case che sembrano emergere direttamente dalla roccia. Il borgo è dominato dalla Fortezza Orsini: costruita dagli Aldobrandeschi e ampliata dagli Orsini nel Cinquecento, è un complesso difensivo con due grandi bastioni, camminamenti sotterranei e un piccolo museo del Medioevo e del Rinascimento, dove sono esposte ceramiche ritrovate nel borgo e gli affreschi dello studiolo di Niccolò IV Orsini.

Sul lato opposto del paese si alza il Masso Leopoldino, uno sperone fortificato che deve il nome al granduca Leopoldo II: dalla sua sommità si gode una vista a tutto tondo sui tetti di Sorano e sulle gole boscose che lo circondano.

Passeggiando fra i vicoli di Sorano si notano ovunque le tracce di un rapporto antico con la roccia: porte che si aprono direttamente nel tufo, scale scavate a mano, cantine e ricoveri ricavati nella rupe. Molte case del borgo sono state abbandonate e poi lentamente recuperate, e proprio questo contrasto fra pietra viva e architettura dà a Sorano il fascino un po' segreto che lo rende così diverso dagli altri borghi toscani.

Consigli pratici

  • Scarpe da trekking leggero. Le Vie Cave hanno fondo irregolare e possono essere umide e scivolose dopo la pioggia.
  • Le stagioni migliori. Primavera e autunno sono ideali per camminare; d'estate il bosco della necropoli offre una piacevole frescura.
  • Un percorso unico. Sovana al mattino e Sorano nel pomeriggio, magari con una sosta a Pitigliano, permettono di vedere l'intera Area del Tufo in una giornata.

Per orari, biglietti e condizioni dei sentieri del parco archeologico e della fortezza, verificate sui canali ufficiali prima della visita.

Esplorare l'Area del Tufo partendo da Saturnia

Villa Il Turchetto è la base ideale per una gita in auto fra Sovana, Sorano e le Vie Cave, a circa quaranta minuti di strada. Al rientro, la serata si passa sotto il pergolato o davanti al camino.