Sculture del Giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle rivestite di mosaici di specchi e ceramiche colorate, con la fontana e la ruota di Jean Tinguely in primo piano
Sculptures in Giardino dei Tarocchi — foto: DustyLosAngeles · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Ci sono luoghi che si visitano e luoghi che si attraversano come un sogno. Il Giardino dei Tarocchi, a Garavicchio, nel comune di Capalbio, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Su una collina della Maremma meridionale, fra gli ulivi e la macchia, l'artista franco-americana Niki de Saint Phalle ha dato forma a un mondo fantastico popolato dalle figure degli Arcani Maggiori dei tarocchi. Unito a una passeggiata nel borgo medievale di Capalbio, diventa una delle gite più sorprendenti che potete concedervi durante un soggiorno nell'entroterra di Saturnia.

Un sogno lungo una vita

L'idea nacque dalla fascinazione di Niki de Saint Phalle per il Park Güell di Antoni Gaudí a Barcellona, un'emozione che si rafforzò dopo la visita al Parco dei Mostri di Bomarzo. Alla fine degli anni Settanta l'artista avviò il cantiere in Maremma e vi lavorò per circa diciassette anni, sostenuta dal marito, lo scultore Jean Tinguely, e da una squadra di artigiani e collaboratori. L'opera fu completata a metà degli anni Novanta e aperta al pubblico nel 1998, interamente finanziata dall'artista stessa.

Il risultato è un parco d'arte che non somiglia a nessun altro in Italia: ventidue sculture monumentali, una per ciascun Arcano Maggiore, realizzate in cemento armato e rivestite da un mosaico di specchi, vetri e ceramiche colorate. Molte di queste figure non si guardano soltanto dall'esterno: si entra al loro interno, si salgono scale, si attraversano stanze che riflettono il cielo e la vegetazione in mille frammenti.

Cosa vedere nel Giardino

L'ingresso è già un'esperienza. Il padiglione d'accesso, progettato dall'architetto ticinese Mario Botta con Roberto Aureli, è un doppio muro in tufo con una grande apertura circolare al centro: una soglia simbolica che separa il mondo reale da quello immaginario.

Oltre la soglia, il percorso si snoda fra sentieri e radure. Fra le figure più celebri c'è l'Imperatrice, una gigantesca sfinge che l'artista scelse come propria abitazione durante gli anni del cantiere: all'interno, fra superfici a specchio, Niki de Saint Phalle visse per lunghi periodi mentre l'opera prendeva forma intorno a lei. Poi la Papessa, il Mago, la Torre, la Ruota della Fortuna, la Morte, il Sole e gli altri arcani, ciascuno con il suo carattere e il suo gioco di colori.

Il consiglio è di prendervi tempo. Il Giardino non va percorso in fretta: la luce cambia molto nel corso della giornata e le superfici riflettenti mostrano volti diversi al mattino e nel tardo pomeriggio. Portate scarpe comode, perché i sentieri sono in parte sterrati, e lasciate spazio alla curiosità dei più piccoli, che qui si sentono davvero dentro una fiaba.

Quando andare

Il Giardino dei Tarocchi ha un'apertura stagionale e periodi di chiusura nei mesi più freddi. Orari, giorni di apertura, modalità di prenotazione e biglietti possono cambiare di anno in anno: verificate sempre sui canali ufficiali del Giardino prima di partire. Nelle giornate estive più calde conviene scegliere le prime ore di visita, mentre primavera e inizio autunno offrono una luce morbida e temperature ideali per passeggiare.

Il borgo di Capalbio

Dopo il Giardino, salite fino a Capalbio, piccolo borgo arroccato su un colle da cui lo sguardo spazia sulla campagna maremmana fino al mare. Il centro storico è racchiuso da una cinta muraria medievale ben conservata, e il camminamento lungo le mura è uno dei modi più piacevoli per scoprirlo: da lassù si osservano i tetti, gli ulivi, le colline e, nelle giornate limpide, la linea della costa.

All'interno delle mura vi aspettano vicoli lastricati, piccole piazze, scorci su archi e portali in pietra e la Rocca Aldobrandesca, che ricorda il passato feudale di questa terra. Negli ultimi decenni Capalbio è diventata anche un luogo amato da scrittori, artisti e intellettuali, tanto da essere soprannominata la "piccola Atene" della Maremma. Al calare del sole il borgo si accende di un'atmosfera raccolta, perfetta per una passeggiata senza meta.

Come organizzare la giornata

Dall'area di Saturnia il Giardino dei Tarocchi e Capalbio si raggiungono comodamente con una gita in auto verso la Maremma meridionale, e si prestano bene a essere visitati in giornata. Una formula che funziona:

  • mattina dedicata al Giardino, quando la luce esalta i colori dei mosaici;
  • pranzo con la cucina maremmana nei dintorni;
  • pomeriggio fra le mura di Capalbio, fermandovi per il tramonto;
  • rientro con calma, attraversando le colline fra uliveti e campi.

È una gita che unisce arte contemporanea, storia medievale e paesaggio, e che mostra un volto della Maremma diverso da quello delle terme e dei borghi del tufo: più giocoso, visionario, ma radicato nella stessa terra e nella stessa luce.

Tornate fra gli ulivi di Villa Il Turchetto

Dopo una giornata di colori e mosaici, la sera si rientra nella quiete della campagna: il prato con gli ulivi, il patio per cenare all'aperto e una villa a uso esclusivo tutta per il vostro gruppo.