Da Saturnia, nelle giornate limpide, basta alzare lo sguardo verso nord-est per vederlo: la sagoma ampia e tondeggiante del Monte Amiata, la montagna più alta della Toscana meridionale. È qui che nasce, secondo la ricostruzione più diffusa, l'acqua che dopo un lungo viaggio sotterraneo riaffiora calda alle terme di Saturnia. Ed è qui che si passa dalle colline coltivate della Maremma a un mondo di boschi, sorgenti e borghi di pietra, perfetto per una gita in giornata.
Un antico vulcano
L'Amiata è un vulcano spento: la sua vetta raggiunge i 1738 metri e i suoi fianchi sono fatti di rocce vulcaniche che caratterizzano anche l'architettura dei borghi. L'origine vulcanica spiega molte delle ricchezze del territorio: la grande abbondanza d'acqua, con sorgenti che alimentano fiumi e acquedotti, il calore del sottosuolo ancora oggi sfruttato per l'energia geotermica e, in passato, i giacimenti di cinabro da cui si estraeva il mercurio. Le vecchie miniere sono oggi un pezzo di memoria del territorio, raccontato da percorsi e spazi museali.
Faggete e castagneti
Salendo di quota, il paesaggio cambia rapidamente. Le pendici più basse sono dominate dai castagneti, che per secoli hanno sfamato le popolazioni della montagna: la castagna del Monte Amiata è oggi un prodotto a Indicazione Geografica Protetta, e in autunno i paesi celebrano il raccolto con feste dedicate. Più in alto si entra nelle grandi faggete, boschi alti e luminosi che in estate offrono frescura e in autunno si accendono di giallo, arancio e rame.
Una fitta rete di sentieri attraversa la montagna, adatta sia a passeggiate brevi sia a escursioni più impegnative, fra cui un lungo anello che gira tutto intorno alla vetta attraversando i boschi.
La vetta
Sulla cima dell'Amiata svetta una grande croce in ferro, divenuta il simbolo della montagna. Nelle giornate terse il panorama spazia sulla Val d'Orcia, sulla Maremma, sul lago di Bolsena e, verso ovest, fino al mare. In inverno, quando la neve lo consente, la zona sommitale si trasforma in un piccolo comprensorio sciistico, frequentato soprattutto dalle famiglie.
Santa Fiora
Fra i borghi dell'Amiata, Santa Fiora è uno dei più suggestivi. Antico feudo degli Aldobrandeschi e poi degli Sforza, conserva un centro storico in pietra e un luogo davvero speciale: la Peschiera, un giardino con una vasca alimentata dalle sorgenti del fiume Fiora, dalle acque limpidissime. Nella pieve delle Sante Flora e Lucilla si ammirano preziose terrecotte invetriate della bottega dei Della Robbia, una delle sorprese artistiche più belle della montagna.
Come tutti i borghi dell'Amiata, anche Santa Fiora è un ottimo punto di partenza per assaggiare la cucina di montagna: piatti semplici e sostanziosi, in cui le castagne, i funghi dei boschi e la selvaggina hanno da sempre un ruolo da protagonisti. Nella stagione giusta, una tavola imbandita dopo una camminata nei boschi è parte integrante dell'esperienza.
Abbadia San Salvatore e le Fiaccole
Sul versante senese sorge Abbadia San Salvatore, cresciuta intorno a un'antica abbazia di origine altomedievale che per secoli fu uno dei centri religiosi più importanti della Toscana. Il borgo medievale, con le sue vie in pietra, è piacevolissimo da esplorare.
Il momento più atteso dell'anno è la notte della Vigilia di Natale, quando in paese si accendono le Fiaccole: grandi cataste di legna a forma di piramide, alte diversi metri, costruite nei giorni precedenti nelle piazze e negli angoli del borgo e poi date alle fiamme. Secondo la tradizione, i fuochi servivano a illuminare la strada e a scaldare chi saliva dai paesi vicini per la messa di mezzanotte. Per il programma, verificate sui canali ufficiali del Comune.
Un'escursione per ogni stagione
- Primavera: boschi in risveglio, prati fioriti e temperature ideali per camminare.
- Estate: la frescura delle faggete è un sollievo rispetto al caldo della costa e della pianura.
- Autunno: foliage, castagne, funghi e feste del raccolto nei borghi.
- Inverno: neve in vetta e l'atmosfera unica delle Fiaccole.
Prima di partire per un'escursione, verificate le condizioni dei sentieri e il meteo in quota: in montagna il tempo può cambiare in fretta, anche quando in Maremma splende il sole.
Dalla montagna al tepore del camino
Dopo una giornata fra i boschi dell'Amiata, la serata continua a Villa Il Turchetto: la lunga tavola della sala da pranzo, le chiacchiere davanti al fuoco e il silenzio della campagna.