Panorama di Pitigliano con le case costruite sullo sperone di tufo sopra la valle
Pitigliano-panorama — foto: Libens libenter · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

La prima volta che si vede Pitigliano arrivando dalla strada che costeggia la valle, è difficile non fermarsi. Il borgo sorge su uno sperone di tufo che si alza a picco sulle gole circostanti, e le case sembrano la naturale prosecuzione della roccia: stesso colore caldo, stesse linee verticali, al punto che non si capisce dove finisca la pietra e dove cominci l'architettura. È uno dei panorami più celebri della Toscana meridionale e, insieme a Sovana e Sorano, il cuore di quella che viene chiamata l'Area del Tufo.

Un borgo nato dalla roccia

Il tufo è una roccia di origine vulcanica, tenera da lavorare e allo stesso tempo resistente. Gli Etruschi la scavarono per creare tombe, strade e cantine, e chi venne dopo continuò a farlo. Ancora oggi, sotto molte abitazioni di Pitigliano, si aprono grotte e cantine ricavate nella rupe, dove la temperatura resta fresca tutto l'anno: un tempo vi si conservavano vino e olio, e in alcune ancora oggi riposa il vino del territorio.

Passeggiare per il centro storico significa perdersi in un intreccio di vicoli, scalinate, archi e piccole piazze, con improvvise aperture sulla valle. Prendetevi il tempo di camminare senza meta: gli scorci più belli si scoprono spesso per caso.

La Piccola Gerusalemme

Il soprannome di Pitigliano racconta una storia unica. Dalla metà del Cinquecento, sotto la protezione della famiglia Orsini, signori della contea, nel borgo si stabilì una comunità ebraica che crebbe fino a diventare una parte importante della vita cittadina. Quando la contea passò al Granducato di Toscana, i Medici istituirono il ghetto, nel 1622. La convivenza con il resto della popolazione fu così radicata che Pitigliano venne chiamata la Piccola Gerusalemme.

Il percorso ebraico, oggi visitabile, comprende la sinagoga, costruita nel 1598 e restaurata dopo i danni subiti nel Novecento, e una serie di ambienti scavati nel tufo legati alla vita della comunità, come il forno delle azzime e il bagno rituale. Fuori dal centro si trova anche l'antico cimitero ebraico. È una visita che emoziona e che aiuta a capire quanto profondamente questa comunità abbia segnato il borgo, anche a tavola: lo sfratto, un dolce di pasta ripieno di noci e miele, nasce proprio dalla tradizione ebraica pitiglianese.

Palazzo Orsini

Nel cuore del paese si alza Palazzo Orsini, nato come fortificazione degli Aldobrandeschi e trasformato dagli Orsini, tra Quattrocento e Cinquecento, in una residenza nobiliare. Il cortile, il pozzo e le sale raccontano il passaggio da fortezza a dimora signorile, e il palazzo ospita oggi spazi museali dedicati alla storia e all'arte del territorio. Tutto intorno, le piazze del centro offrono alcune delle viste più belle sulla valle.

L'acquedotto mediceo

Uno degli scorci più fotografati di Pitigliano è quello dell'acquedotto mediceo: una serie di grandi arcate realizzate dai Medici nel Seicento per portare l'acqua al borgo. Le arcate accompagnano l'ingresso al centro storico e incorniciano la vista sulle case e sulla rupe, offrendo una prospettiva perfetta per chi ama la fotografia, soprattutto nella luce calda del tardo pomeriggio.

Se potete, fermatevi fino al tramonto. Quando il sole scende dietro le colline, il tufo si accende di toni dorati e rossastri, le finestre si illuminano una dopo l'altra e la rupe sembra quasi sospesa sulla valle. È il momento in cui Pitigliano mostra il suo volto più poetico, e in cui le piccole piazze del centro si animano per la cena.

Consigli per la visita

  • Il belvedere. Prima di entrare nel borgo, fermatevi lungo la strada di accesso: dai punti panoramici si ammira Pitigliano in tutta la sua altezza.
  • Scarpe comode. Il centro è fatto di salite, gradini e selciato: meglio un paio di scarpe da passeggio.
  • Il vino del tufo. La zona è nota per il Bianco di Pitigliano, una denominazione storica del territorio, da assaggiare a tavola con la cucina locale.
  • Le tradizioni. Ogni anno, la sera del 19 marzo, la Torciata di San Giuseppe attraversa il paese con un corteo di torce che culmina in un grande falò: un rito antico e suggestivo. Per il programma, verificate sui canali ufficiali del Comune.

Per orari e modalità di visita della sinagoga, di Palazzo Orsini e dei musei, verificate sempre sui canali ufficiali prima di partire. Pitigliano si raggiunge comodamente con una gita in auto dalla zona di Saturnia e Manciano, e merita almeno mezza giornata.

Dal tufo alla vostra villa privata

Dopo una giornata fra i vicoli di Pitigliano, Villa Il Turchetto vi accoglie con il patio panoramico e il soggiorno con i camini. Una villa a uso esclusivo, con la padrona di casa sempre disponibile per un consiglio.